

117. La diffusione del nazionalismo.

Da: G. Mosse, La nazionalizzazione delle masse, Il Mulino,
Bologna, 1974.

Nel seguente brano lo storico americano di origine tedesca George
Mosse analizza i caratteri che assunse il nazionalismo in Germania
gi nel corso dell'Ottocento, prima che si manifestasse
compiutamente con lo scoppio della prima guerra mondiale.
Introdotto e diffuso dai romantici, esso si trasform in una sorta
di religione laica, con propri miti, simboli e liturgie, che
coinvolgevano la storia, l'arte e la letteratura. I governi
appoggiarono questa nuova tendenza nazionalista, edificando
monumenti finalizzati a commuovere il popolo, organizzando
cerimonie pubbliche e promuovendo la nascita di numerose
associazioni, come quelle dei tiratori e dei ginnasti, con lo
scopo di aggregare le masse intorno a questo nuovo Dio pagano che
era la nazione.


L'ascesa del nazionalismo e quella della democrazia di massa, i
due fattori che esaltarono il culto per il popolo a religione
laica, avvennero contemporaneamente in Germania durante il secolo
diciannovesimo. Il nazionalismo si configur come movimento di
popolo quando riusc a costituirsi una base di massa. Le masse che
qui ci interessano non possono essere equiparate alla plebe.
Coloro che assistettero alla nascita dei movimenti nazionalisti di
massa, verso la met del secolo diciannovesimo, credettero che la
plebe stesse assumendosi in prima persona la gestione politica
della sua epoca. [...].
Questo movimento aveva assunto la fisionomia di una religione
laica molto tempo prima della Grande Guerra. Mentre i movimenti di
massa e la democrazia di massa si opponevano alle istituzioni
rappresentative come elementi mediatori tra governo e governati,
essi in realt non potevano fare a meno di questi tramiti. Il
totalitarismo non  mai stato un sistema di governo nel quale il
capo carismatico potesse incantare i suoi seguaci. Non vi  dubbio
che il partito ufficiale di uno Stato a partito unico poteva
agire, ed effettivamente ag, come mediatore tra il capo e i suoi
seguaci, ma la sua azione non soddisfece mai completamente. Nuove
e diverse istituzioni si presentarono alla ribalta come componenti
di una religione laica, che legava insieme capo e popolo, e
fornirono nello stesso tempo uno strumento di controllo sociale
sulle masse. La religione laica quale si svilupp nel secolo
diciannovesimo  stata spesso studiata in termini di uomini e di
movimenti, la cui influenza era limitata a un' lite
intellettuale, come per esempio fu il caso del sansimonismo [dal
filosofo francese Claude-Henri de Saint-Simon] (influente in
Francia e in Germania). Ma la nostra attenzione si deve rivolgere
a quella religione laica e nazionalista che divenne operante nella
vita politica tedesca in quanto parte dei movimenti di massa, e
che accompagn l'entrata delle masse della popolazione tedesca
nella politica del loro tempo.
Questa religione faceva leva su una grande variet di miti e di
simboli che si basavano sull'anelito a sottrarsi alle conseguenze
dell'industrializzazione. L'atomizzazione della consueta visione
del mondo e la distruzione dei legami tradizionali e personali
stavano penetrando nelle coscienze di larga parte della
popolazione. I miti che costituivano la base della nuova
consapevolezza nazionale di un passato sia tedesco sia classico,
si ponevano al di fuori della corrente contemporanea della storia;
avevano come obiettivo quello di unificare nuovamente il mondo e
di restaurare, nella nazione ridotta in frantumi, un nuovo senso
di comunione. [...].
Questi miti non rimanevano staccati dalla realt, ma diventavano
operanti con l'uso dei simboli, che erano le oggettivazioni
visibili, concrete dei miti, ai quali il popolo poteva
partecipare. La comunit si impadronisce di alcuni aspetti del
proprio mondo, ne percepisce la totalit e da esso e mediante esso
deduce questa totalit e il suo contenuto. Questa visione del
mondo esprimeva in maniera specifica la mitologia di un popolo,
una mitologia che, per usare le parole di Friedrich Wilhelm
Schelling [filosofo idealista tedesco] (scritte nel 1802-1803),
era l'universo abbigliato a festa, nel suo stato primordiale, il
vero universo... gi diventato poesia. Il simbolismo era l'unica
maniera adeguata per esprimere questo universo, ed esso doveva
comprendere in s la componente estetica e quella artistica, non
solo perch questo universo era poetico, ma anche perch era la
vera sorgente della creativit. L'anelito verso i simboli
descritto da Schelling era tipico del romanticismo tedesco. I
simboli, oggettivazione dei miti popolari, davano al popolo
un'identit. [...].
Il nazionalismo, che all'inizio coincise con il romanticismo, fece
dei simboli l'essenza del suo stile politico, ed essi, che avevano
sempre avuto nel Cristianesimo una parte importante, ora, in veste
laicizzata, divennero parte e sostanza del culto nazionale
tedesco.
Le cerimonie pubbliche durante la Rivoluzione francese erano
diventate riti cultuali e, pochi decenni dopo, la ripresa di
questa tradizione presag l'interesse della Germania per la nuova
politica. Vari gruppi in questo paese crearono proprie forme di
feste e di liturgie nell'ambito di un contesto politico, e i pi
importanti tra essi, le associazioni corali maschili, quelle dei
tiratori e quelle dei ginnasti, contribuirono effettivamente con
significativi apporti alla nuova politica. Questi gruppi,
importanti e diffusi largamente in Germania, offrirono gli
elementi essenziali per le prime e pi significative cerimonie
pubbliche. Alcuni simboli permanenti contribuirono a condizionare
la popolazione alla nuova politica, e non si tratt solo di fuochi
sacri, bandiere e canzoni, ma principalmente di monumenti in
pietra e cemento. Il monumento come mezzo di autoespressione
nazionale serv a radicare i miti e i simboli nazionali
nell'autocoscienza del popolo, e alcuni di essi ancora oggi
conservano questa loro funzione. Essi erano espressioni concrete
di un nuovo stile politico. Ma in questo contesto il termine
stile denota qualcosa di pi che un mero stratagemma politico,
destinato a sostituirsi alla concezione liberale di governo
parlamentare, o a spiegare la realt del mito. Questo stile si
fondava su presupposti artistici, o su un'estetica, essenziali
all'unit del simbolismo. Friedrich Nietzsche [filosofo tedesco
dalla complessa ideologia, noto soprattutto per la teoria del
superuomo] descrive efficacemente che cosa vi fosse di
sottinteso: Pensare la storia oggettivamente [...]  il
tranquillo lavoro dell'autore drammatico: ci consiste nel pensare
tutte le cose in un rapporto reciproco, nell'intessere ci che 
isolato in un tutto, dappertutto con il presupposto che si debba
porre nelle cose un'unit di piano, quando non vi  contenuta.
Cos l'uomo tesse la sua tela sul passato e lo doma, cos si
manifesta il suo istinto d'arte ma non il suo istinto di verit,
il suo istinto di giustizia. Questa dissimulazione e
adulterazione del passato vennero realizzate mediante il mito e il
simbolo, e cos l'aspetto artistico divenne essenziale a questo
tipo di visione del mondo. E altrettanto avvenne per quello
drammatico, sul quale in tutto il nostro studio si appunter
costantemente l'attenzione, perch appunto l'idea centrale della
nuova politica fu di trasformare l'azione politica in azione
drammatica.
I criteri estetici caratterizzarono non solo i cerimoniali, ma
fissarono anche la forma e la struttura dei monumenti nazionali.
Il dover coinvolgere direttamente le masse popolari costrinse la
politica a farsi dramma, basandosi sui miti e sui loro simboli, e
questo dramma acquistava coerenza grazie a un preesistente ideale
di bellezza. Spesso si consideravano particolarmente efficaci
delle azioni politiche solo perch erano belle, e ci avveniva sia
quando i nazionalisti tedeschi parlavano delle loro cerimonie e
dei loro monumenti, sia quando i lavoratori tedeschi parlavano
delle loro parate del 1 maggio.
La tradizione religiosa ebbe a questo riguardo una parte
importante, permeata com'era dall'idea che gli atti di devozione
devono avvenire in un contesto bello. Siamo vicini qui alla
tradizione teatrale e drammatica del Barocco, quale ci appare
nelle chiese di questo periodo, anche se i nazionalisti
dell'Ottocento la respinsero come frivola, perch, secondo loro,
la bellezza che doveva dare unit alla politica non poteva essere
gaia, ma doveva simboleggiare l'ordine, la gerarchia e la
restaurazione di un mondo di nuovo fatto uno.
